Parte civile i familiari della 29enne, ma non l'amico Dolci
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Gli ha urlato "bastardo", si è sentita male ed è stata portata fuori dall'aula in lacrime. La madre di Pamela Genini, la 29enne uccisa il 14 ottobre scorso nella sua casa di Gorla, non ha retto quando l'imputato è entrato. Lui, il 53enne Gianluca Soncin, ieri era alla prima udienza davanti alla Corte d'assise e risponde di omicidio volontario pluriaggravato. Rischia l'ergastolo."Vederlo - ha poi spiegato ai cronisti Una Smirnova, mamma della vittima di femminicidio - mi ha provocato un effetto devastante. La sua crudeltà, la sua lucidità, la sua mancanza di rispetto e di pentimento... È una persona che non si può descrivere, in aula purtroppo ho avuto un momento di sfogo, ma è stato terribile guardarlo per la prima volta. Ora mi aspetto giustizia". Pamela Genini è stata uccisa dall'ex compagno con 76 coltellate. Nelle indagini della polizia, coordinate dall'aggiunto Letizia Mannella e dal pm Alessia Menegazzo, all'uomo vengono contestate le aggravanti della crudeltà, dei futili motivi, della relazione affettiva terminata e della premeditazione. Soncin, allora imprenditore, era entrato nella casa della ex compagna, dopo aver fatto di nascosto una copia delle chiavi. "Chiediamo giustizia e l'ergastolo", ha dichiarato Pier Giuseppe Rota, il compagno attuale della madre della vittima.










