HomeFirenzeCronacaMaggio, il soprano Asmik Grigorian in concertoEstasi e malinconia, tristezza e disperazione, ma anche passione, sogno e gioia. Domani alle 18, nella Sala Mehta del Teatro...Il soprano lituano Asmik GrigorianRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciEstasi e malinconia, tristezza e disperazione, ma anche passione, sogno e gioia. Domani alle 18, nella Sala Mehta del Teatro del Maggio, il soprano lituano Asmik Grigorian, uno dei talenti drammatici più incisivi della scena contemporanea, accompagnata al pianoforte da Lukas Geniušas, dedica un intero recital al repertorio cameristico russo tra Otto e Novecento.

Il programma propone alcune delle pagine più intime di Cajkovskij e Rachmaninov, costruite sui versi dei grandi poeti dell’epoca, da Goethe a Heine, da Tolstoj a Daniil Rathaus. Nata per animare le serate dei salotti aristocratici, la romanza vocale da camera conquistò nel XIX secolo un ruolo centrale nella vita musicale europea. Essi erano infatti luoghi d’incontro privilegiati per musicisti, artisti e intellettuali, dove si faceva musica e si discuteva di arte, poesia e filosofia.

Privi di una tradizione consolidata, i compositori russi guardarono ai modelli occidentali, per poi sviluppare una vena nazionale di grande fascino. Cajkovskij vi si dedicò con particolare intensità, componendo oltre cento romanze. Anche Rachmaninov coltivò a lungo questo repertorio: all’apice della sua attività di compositore, pianista e direttore d’orchestra diede vita all’op. 34, uno dei vertici della sua produzione vocale, testimonianza del profondo legame con la Russia. Un legame che l’esilio avrebbe spezzato per sempre: dopo aver lasciato il paese, non compose più alcuna romanza.