La grazia e il veleno
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L’avvocato Luca Scarselli, responsabile della sezione del Valdarno Inferiore dell’Unione Inquilini di Pisa che ha inviato la formale diffida al sindaco di Santa Croce per chiedere l’assegnazione di un alloggio alla famiglia sfrattata
SANTA CROCE"Una famiglia di tre persone, con il padre diventato invalido a causa di una malattia sorta per motivi di lavoro, rischia di finire letteralmente per strada tra pochi giorni. Di fronte all’inerzia e alle risposte sconcertanti del Comune di Santa Croce la sezione Unione Inquilini Valdarno Inferiore, con il responsabile Luca Scarselli, ha inviato una diffida al sindaco per chiedere l’assegnazione immediata di un alloggio". Si legge in una nota divulgata ieri dall’Unione Inquilini. La vicenda è quella di un uomo di origini senegalesi, ora cittadino italiano, che vive nel nostro Paese da 25 anni. "Fino al 2024 conduceva una vita serena e dignitosa con la sua famiglia, lavorando e contribuendo alla nostra comunità – racconta l’Unione Inquilini – Poi, l’insorgere di una grave patologia invalidante, riconosciuta con legge 104/92 e causata proprio dal suo lavoro, gli ha impedito di continuare a lavorare. Dopo il periodo di comporto di sei mesi per malattia è stato licenziato. Senza più un reddito, pagare l’affitto è diventato impossibile. È iniziata così la spirale della morosità incolpevole che ha portato, lo scorso 21 aprile, allo sfratto esecutivo. Da quel giorno Mamadou, sua moglie e i loro figlio minore sono senza una casa. L’unica risposta del Comune di Santa Croce è stata una sistemazione temporanea, una soluzione-tampone in scadenza il prossimo 10 giugno. Ma l’aspetto più grave e umiliante è stato l’invito, che sarebbe stato rivolto dai servizi sociali al capofamiglia, a ’riportare il proprio figlio in Senegal’"."Va chiarito che stiamo parlando di cittadini italiani – aggiunge ancora l’Unione Inquilini – Non solo il padre, ma anche i figli hanno acquisito la cittadinanza italiana, una cittadinanza guadagnata con anni di vita, lavoro e integrazione nel nostro Paese. Suggerire a dei cittadini italiani di essere mandati in un altro Paese è un’offesa inqualificabile, una negazione dei loro diritti e della loro stessa identità. Per questo motivo, è stata inviata una diffida formale al sindaco Giannoni con la richiesta di provvedere a trovare una soluzione abitativa stabile e dignitosa per questa famiglia". "Non è tollerabile che un Comune, che risulta avere alloggi popolari vuoti e sfitti, lasci per strada una famiglia in queste condizioni, arrivando a suggerire soluzioni che calpestano la dignità umana e i diritti dei minori – conclude l’Unione Inquilini – Il diritto alla casa è fondamentale, non una concessione".







