HomeLuccaCronaca"Il Comune ha abdicato". Un caso il nome del PonteLa toponomastica spetta a Palazzo Orsetti, ma Pardini ha delegato la Provincia. E dentro all’amministrazione salgono i malumori dopo il caso Frigo (Farmacie).Mario Pardini e Marcello PierucciRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNessun protocollo d’intesa, nessuna lettera di intenti, solo quello che gli inglesi definirebbero un gentlemen’s agreement, una stretta di mano con cui il Comune di Lucca ha abdicato alla scelta sul nome del nuovo ponte sul Serchio, delegandolo alla Provincia di Lucca che si è occupata della sua realizzazione. La legge infatti prevede che a intitolare ogni strada, piazza o opera pubblica sia l’amministrazione comunale attraverso una delibera di giunta. In questo caso, il Comune, segnatamente il sindaco, ha scelto di rinunciarvi come gesto di buon vicinato.
Ma una volta che il processo partecipativo avviato dalla Provincia sarà arrivato a compimento (nel settembre prossimo) la giunta comunale dovrà dare il suo via libera su una proposta che sta dividendo la città e creando anche qualche mal di pancia per le modalità scelte e per i nomi proposti ("Airone", "Matilde di Canossa", "Arturo Paoli"). "Il sindaco – fanno sapere da Palazzo Orsetti – era d’accordo sin da subito con la modalità della scelta del nome del nuovo ponte coinvolgendo le scuole e una commissione di esperti nominata dalla Provincia che ha messo insieme la rete delle istituzioni. Il nuovo ponte è finanziato al 100% da Regione e Provincia ed è di competenza provinciale, quindi era giusto, come accade in questi casi, che il nome arrivasse dalla Provincia.









