GROSSETOUna sentenza destinata ad avere effetti ben oltre il singolo caso. Il Tribunale di Grosseto, sezione Lavoro, ha dato ragione al sindacato Nursing Up nella causa pilota avviata per il riconoscimento del diritto al pasto o al buono pasto sostitutivo per il personale sanitario impegnato nei turni notturni dell’Azienda Usl Toscana Sud Est. La decisione rappresenta una novità importante per infermieri e operatori sanitari che svolgono servizio nelle ore notturne e che, a causa dell’organizzazione del lavoro, non possono usufruire del servizio mensa. Secondo quanto sostenuto dal sindacato, la pronuncia del giudice chiarisce un principio che potrebbe ora essere esteso anche ad altri lavoratori nelle stesse condizioni. Per il Nursing Up si tratta di un precedente significativo che apre la strada a un riconoscimento più uniforme del diritto al pasto sostitutivo per il personale avente diritto. Il sindacato chiede adesso all’azienda sanitaria di adeguarsi alla sentenza, evitando nuovi ricorsi e garantendo pari trattamento a tutti i dipendenti coinvolti. "Continueremo a sostenere i colleghi in tutte le sedi opportune e, se necessario, anche davanti al giudice – commentano dalla segreteria territoriale del Nursing Up per la Usl Toscana Sud Est, Marco Orlandella, Edgardo Norgini, e Massimiliano Paolucci – qualora l’azienda non dovesse riconoscere il diritto al buono pasto a tutti i dipendenti impegnati nei turni notturni". La questione, secondo il sindacato, non riguarderebbe soltanto il lavoro notturno. Sarebbero infatti circa 200 gli iscritti che hanno segnalato l’impossibilità di usufruire del servizio mensa o del pasto sostitutivo anche in alcune fasce orarie diurne, pur avendone diritto. La sentenza arriva inoltre a poche settimane da un’altra decisione favorevole ottenuta dal Nursing Up nei confronti della Usl Toscana Sud Est, relativa al riconoscimento dei Differenziali Economici di Professionalità (Dep) a una dipendente che ne era stata esclusa. Per il sindacato grossetano, dunque, il pronunciamento del Tribunale rappresenta un primo passo verso il pieno riconoscimento di un diritto atteso da tempo dal personale sanitario, con l’auspicio che l’azienda recepisca rapidamente quanto stabilito dal giudice senza la necessità di ulteriori contenziosi.