HomePesaroCronacaUna strada cardio-protetta. Sì ai defibrillatori per la FlaminiaPresto sarà avviata una strada cardio-protetta tra Gubbio e Fano con un progetto pilota per salvare vite umane lungo 80...Una stazione tra Fano e GubbioRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPresto sarà avviata una strada cardio-protetta tra Gubbio e Fano con un progetto pilota per salvare vite umane lungo 80 km del tratto stradale dall’Umbria all’Adriatico. La presentazione ufficiale avverrà domani a Cagli. Un progetto rivolto a ridurre a zero i tempi di attesa per il soccorso cardiaco lungo una delle arterie stradali più trafficate dell’Italia centrale. Questo è l’obiettivo del progetto "La strada del cuore- Corridoio Cardio-Protetto Gubbio-Fano", che verrà presentato ufficialmente presso il Salone degli Stemmi del Comune di Cagli. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra Lions Club Gola del Furlo, Avis, Croce Rossa Italiana, Bcc Pergola e Corinaldo e lo Studio Binario 01, prevede l’installazione di una rete capillare di defibrillatori semi-automatici esterni (Dae) in tutte le aree di servizio della tratta Gubbio-Fano.
Il problema dei tempi di soccorso. Se i centri urbani della zona sono già parzialmente protetti, i circa 80 chilometri della S.S. 3 Flaminia e delle sue diramazioni risultano oggi sguarniti. In caso di arresto cardiaco improvviso su queste strade, i soccorsi impiegano mediamente 15-20 minuti per arrivare. Un tempo troppo lungo, considerando che le lesioni cerebrali diventano irreversibili dopo soli 5 minuti e il decesso sopraggiunge entro 8 minuti. La defibrillazione entro i primi 4-6 minuti è l’unico modo per salvare una vita. Un bacino di 100.000 persone protette- Le stazioni di servizio coinvolte registrano un transito di circa 6000 veicoli giornalieri e di 1.500 utenti al giorno che accedono alle strutture di servizio stradali. Il progetto punta a tutelare un bacino di utenza stimato in oltre 100.000 persone, tra automobilisti, autotrasportatori, turisti e residenti. Formazione e rete territoriale Oltre all’installazione dei dispositivi, il progetto prevede una massiccia campagna di formazione Bls-D (Basic Life Support-Defibrillation).







