HomeSienaCronaca’Radda Arte 2026’, un museo diffuso con le opere di Sergio FiorentinoIl centro storico di Radda, gioiello medioevale del Chianti, trasformato in suggestivo "museo" diffuso della contemporaneità. E con Radda,...Il centro storico di Radda, gioiello medioevale del Chianti, trasformato in suggestivo "museo" diffuso della contemporaneità. E con Radda,...Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici
Il centro storico di Radda, gioiello medioevale del Chianti, trasformato in suggestivo "museo" diffuso della contemporaneità. E con Radda, stessa idea per la vicina, affascinante pieve di Santa Maria Novella, raro ibrido dove architetture preromaniche e bizantine del Mille che si sposano con il neoclassico e oggi anche con l’avanguardia. Radda e la pieve del Chianti (così è chiamata Santa Maria Novella) accolgono da domani al 20 settembre i lavori del pittore e scultore Sergio Fiorentino. Con ’Radda Arte 2026’ le sue opere, segnate dall’inconfondibile blu ultramarino che ne contraddistingue la ricerca, si inseriscono tra vicoli, piazze e spazi del paese, trovando una sintesi tra l’azzurro profondo del Mediterraneo in Sicilia (terra d’origine dell’artista di 53 anni) e il paesaggio toscano. Il progetto, curato da Mila Sturm e organizzato da Radda Estate d’Arte Aps, la cui presidente è Barbara Widmer, nasce nel solco dell’esperienza di ’Panzano Arte 2019’ e rinnova nel territorio del Chianti l’incontro tra arte contemporanea e paesaggio. L’iniziativa è realizzata grazie al sostegno di Fondazione Caris, Comune, aziende Brancaia, Edilchianti, Frontiers, Montevertine, Tuscany Green, Castello di Albola, Tenuta Terrabianca-Arillo in Terrabianca. Si distingue inoltre per la collaborazione con il Liceo Artistico ’Duccio di Buoninsegna’ di Siena, iniziata a febbraio. L’itinerario espositivo si sviluppa sia nel centro di Radda e appunto nella storica pieve di Santa Maria Novella. La chiesa accoglie quattro grandi dipinti di santi di Sergio Fiorentino. A Radda, lungo il corso, si trovano gigantografie, pitture monumentali, sculture e installazioni. Tra gli spazi è coinvolto anche lo scenografico sagrato della Prepositura di San Niccolò. "Il mio rapporto con la bellezza è assoluto – ha dichiarato l’artista – è una necessità". Che nel Chianti troverà giusta sublimazione.








