Non un semplice elemento di arredo, ma un simbolo destinato a parlare ogni giorno a studenti, docenti e famiglie. È stata inaugurata ieri mattina all’ingresso della scuola secondaria di primo grado Spezzaferri una panchina rossa contro la violenza sulle donne, realizzata nell’ambito di un percorso di sensibilizzazione promosso dall’istituto con l’associazione Alaus. La cerimonia si è aperta con una marea di palloncini rosa sventolati dagli studenti, seguita dagli interventi delle autorità e dallo svelamento della panchina, affidato a due studenti della 2C.

"La panchina non deve passare inosservata – ha affermato la dirigente scolastica Carmela Riganò –. È un monito visibile per non dimenticare e spingere chi subisce abusi e violenze a denunciare. Un impegno che deve contribuire a costruire una cultura del rispetto e al contrasto della violenza di genere e di ogni altra forma di violenza". Per la preside si tratta anche di un passaggio simbolico rivolto alle nuove generazioni, chiamate a raccogliere il testimone della responsabilità civile. Sul valore educativo dell’iniziativa si è soffermato anche il prefetto Davide Garra. "C’è un problema culturale e la scuola è il luogo giusto da dove partire – ha spiegato –. Ma i messaggi non passano solo attraverso lezioni e didascalie. A volte parlano anche i simboli". La panchina rossa, ha aggiunto, richiama sia il vuoto lasciato da chi non c’è più sia il silenzio che spesso accompagna la violenza. "Possiamo però sempre fare qualcosa: fermarci, sederci accanto a chi ha bisogno e aiutare compagni e amici a uscire dall’ingiustizia del bullismo, dell’isolamento e della violenza". Per la dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Lodi, Maria Elena Testoni, la lotta alla violenza passa anche dalla diffusione di una cultura della non violenza e del rispetto reciproco. Concetto ripreso anche dall’assessora alle Pari opportunità, Manuela Minojetti, che ha ricordato l’importanza della prevenzione. "Dobbiamo imparare a rispettare gli altri e a pretendere rispetto sempre attraverso il dialogo" ha evidenziato la presidente di Alaus Eugenia Chiapparini. Un percorso che, ha annunciato, proseguirà anche negli istituti dell’infanzia. Toccanti poi gli interventi finali delle studentesse Sveva e Astrid. La prima ha ricordato come "di fronte a questa panchina il silenzio non sia mai un’opzione", la seconda ha interpretato il brano “Quello che le donne non dicono“.