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Il processo d'appello
di Laura Distefano
05 Giugno 2026, 05:10
Il clan Pillera-Puntina può avere un modo di agire silente, ma esiste. Ed è operativo da decenni a Catania. Il suo quartier generale è il Borgo. La prova arriva dalle sentenze irrevocabili del primo e secondo capitolo delle inchieste Atlantide, ma anche dalle operazioni più recenti come “Consolazione” - sul traffico di droga - e “Filo conduttore” - sulle infiltrazioni nell’economia legale. Ma è l’inchiesta della polizia “Doppio Petto” che ha toccato le corde più pericolose del clan che ha avuto come “capo” il boss Nuccio Ieni, morto qualche anno fa in carcere. A prendere le redini degli affari illeciti sono stati i figli Francesco, Dario e Liliana, e la moglie Francesca Viglianesi. E senza dimenticare la figura di Riccardo Romano Di Mauro. In primo grado la sentenza è stata pesantissima: condanna per tutti gli imputati. E le difese hanno impugnato fondando i motivi di ricorso sul reato di associazione mafiosa.






