L"apertura di Commerzbank all"ops di Unicredit rilancia il tema della importanza delle fusioni crossborder in Europa.
Se si attuasse in Italia uno sbarramento contro un progetto di acquisizione di una banca italiana da parte di una consorella estera, si griderebbe contro le chiusure dirigistiche, il nazionalismo bancario, il ruolo distorto della Vigilanza.E, invece, uno sbarramento si tenta di frapporre al progresso in atto della consegna di azioni della Commerzbank all"ops lanciata da Unicredit.
Il vertice della banca tedesca si è rivolto alla Bafin - che ha la vigilanza anche sulle banche - e ha chiesto all"authority di verificare se esista o meno un accordo tra gli intermediari partner con cui Unicredit ha operazioni in corso in derivati, per la consegna, da parte loro, di azioni all"offerta dell"istituto di Piazza Gae Aulenti.
Quest"ultimo, però, ha reagito duramente smentendo qualsiasi ipotesi di intesa.
Il peggio che potrebbe ora accadere è che, in mancanza di altre possibilità di controffensiva da parte tedesca, l"operazione in questione - essendo stato prospettato sia pure con cautela un patto che potrebbe in ultima istanza sfociare in una manipolazione del mercato e in un conflitto di interesse - finisca in Tribunale ad opera della Commerz.









