Tre start-up italiane su 10 scelgono di puntare sull"energia, in particolare sulla transizione ecologica.

Il dato emerge dalla nuova ricerca del Blue Economy Monitor di Sda Bocconi School of Management, promosso da Intesa Sanpaolo, presentata alla Venice Climate Week.Il campione analizzato nella ricerca, realizzata dai professori Francesco Perrini, Manlio De Silvio e Stefano Pogutz, comprende 485 nuove società, pari al 4% dell"intero comparto delle start-up innovative: l"energia è il primo settore (30%), seguito da digitale (27%) ed economia circolare (18%).

Centrale, secondo l"indagine, sarà «il rafforzamento dell"accesso a fondi e capitali per sostenere crescita e scale-up, insieme a investimenti in internazionalizzazione, competenze e formazione per accelerare la transizione».

Il comparto più rappresentato, quello dell"energia, sviluppa soluzioni che includono idrogeno verde, energie rinnovabili avanzate e sistemi innovativi di accumulo.

Per le tecnologie digitali abilitanti, ci si concentra invece su intelligenza artificiale e Internet delle cose; seguono economia circolare e la gestione delle risorse naturali, incluse iniziative di cattura dell"anidride carbonica e la riduzione delle emissioni; mobilità sostenibile (9%); agritech (8%); materiali avanzati e chimica verde.Secondo l"analisi del Blue Economy Monitor, l"Italia può contare su una solida base industriale, oltre 200 incubatori e acceleratori e un tessuto imprenditoriale altamente qualificato.