Africa Proteste contro la scelta di Nairobi di autorizzare la struttura. La polizia spara: due morti
Da una settimana in Kenya monta un’enorme polemica su un centro di trattamento e quarantena di Ebola che gli Stati Uniti stanno realizzando nella base aerea di Laikipia, a Nanyuki, nel centro del Paese. Washington ha chiesto e ottenuto da Nairobi l’ok a installare nella base, in parte co-abitata da truppe Usa, un centro da circa 50 posti letto, che saranno riservati a cittadini statunitensi: dal 24 maggio, almeno una ventina di aerei da trasporto sono atterrati a Nanyuki, con a bordo attrezzature mediche e personale specializzato.
IL DIPARTIMENTO DI STATO USA ha dichiarato il 3 giugno che qualsiasi cittadino americano ad alto rischio di esposizione all’Ebola, ma che non abbia ancora manifestato sintomi, potrà essere trasportato nella struttura, dove trascorrerà 21 giorni in quarantena.
Il 28 maggio l’Alta corte del Kenya aveva accolto un ricorso dell’Istituto Katiba che sollevava «serie preoccupazioni di natura costituzionale», bloccando il piano e confermando questa decisione il 2 giugno, quando ha imposto al governo del Kenya di rivelare gli accordi e i piani previsti per il centro di quarantena. Il 13 giugno, dovrebbe pronunciarsi in maniera definitiva. I keniani sono indignati per il fatto che il loro territorio venga utilizzato da una potenza straniera in modalità coloniali, oltre che per il rischio di diffusione dell’Ebola.










