«Siamo il Paese con il maggiore tasso di attuazione del PNRR in Europa», sottolinea il ministro Tommaso Foti commentando l’avvenuto pagamento della nona rata da parte dell’UE del Piano nazionale di ripresa e resilienza, da lui stesso anticipato 24 ore prima nell’audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Se la Francia è il Paese che ha ricevuto di più (ma su un totale di risorse che sfiora i 40 miliardi, meno di un quarto di quanto assegnato a Roma), siamo noi di gran lunga il faro in Europa: la nona rata aggiunge altri 12,8 miliardi alla dotazione già ricevuta che tocca così l’85% dei fondi stanziati, 166 miliardi sul totale di 194,4. «Il pagamento certifica il conseguimento del cento per cento degli obiettivi programmati nei tempi stabiliti, ossia 416 milestone e target che corrispondono a oltre l’85% della dotazione economica complessiva del Piano italiano e a circa tre quarti degli obiettivi previsti fino alla decima e ultima rata», puntualizza Foti. E la premier Giorgia Meloni, sui social, rimarca il dato: «Siamo davanti a tutti in Europa. Andiamo avanti così, trasformando risorse in obiettivi raggiunti e risultati concreti per cittadini, imprese e territori».

Non solo progetti ma anche riforme nella rata in pagamento. Foti ricorda «la fondamentale adozione del rapporto finale del Piano di audit, strumento strategico per consolidare e migliorare gli eccellenti risultati raggiunti nella riduzione dei ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni che oggi liquidano i fornitori con tempi medi inferiori a 30 giorni». Quanto agli investimenti, il ministro ne cita parecchi, a partire da quelli della sanità come “l’implementazione del fascicolo sanitario elettronico per l’85% dei medici di base e l’estensione dei servizi di telemedicina a 300.000 persone, nonché l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero per 280 strutture sanitarie». Inoltre, tra gli investimenti di particolare rilievo “si segnalano la riduzione delle perdite idriche con la distrettualizzazione di 45.000 reti, il rinnovo della flotta dei Vigili del fuoco con 3.800 nuovi veicoli, l’attuazione del programma GOL con 3 milioni di beneficiari raggiunti, 600.000 formati e il rafforzamento di 326 Centri per l’impiego, il supporto educativo a 44.000 minori nel Mezzogiorno, la digitalizzazione di 7.750.000 fascicoli giudiziari, la formazione in competenze digitali di 8.300 volontari tramite le organizzazioni accreditate al servizio civile universale e di 650.000 dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo, il riconoscimento del credito di imposta e l’erogazione dei fondi per la competitività a favore di 4.000 imprese turistiche e la riqualificazione di 100 parchi e giardini storici». Pnrr, rimodulazione da 1,2 miliardi. Novanta nuovi obiettivi, sprint al SudCi sono poi i cosiddetti obiettivi intermedi che si riferiscono ad “alcuni investimenti strategici previsti dall’ultima revisione del Piano, tra i quali gli accordi attuativi per la tempestiva attivazione del fondo nazionale di connettività, del fondo rotativo contratti di filiera, del fondo destinato agli alloggi per studenti universitari e per la facility parco agri-solare”. Ma ora l’attenzione del Governo, che ha varato l’ultima possibile revisione del Piano per circa 2,1 miliardi, è rivolta alla decima rata, la più complessa (oltre 150 obiettivi) e consistente (24,8 miliardi). Nel contempo si è già avviata la macchina della rendicontazione delle spese sostenute, lo scoglio più delicato per accertare la credibilità delle operazioni portate a termine. Foti è fiducioso e ricorda che proprio a Milano, nella due giorni per fare il punto sul PNRR, l‘Italia ha incassato l’apprezzamento dei direttori generali degli organi tecnici della Commissione che monitorano i Piani dei singoli Stati.