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Alberto Mantovani

L'immunologo, Presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca, sarà domani a Crotone ospite della Milanesiana in una serata dal titolo «La cura e il desiderio», dove leggerà il testo qui anticipato e riceverà il Premio Scuola Pitagorica/La Milanesiana per le Scienze

Da scienziato mi capita spesso di riscoprire e dialogare con i pensatori che sono all’origine del nostro sapere. Tra questi, Pitagora è un gigante della cultura scientifica e filosofica: interrogarlo oggi rappresenta per me l’invito a un dialogo fra un nano, immunologo, e un gigante, matematico/filosofo, sulle cui spalle siedo, per usare l’immagine coniata da Bernard de Chartres nel XII secolo. I temi del dialogo e della riflessione hanno a che vedere con i numeri e le regole, la musica e l’arte, l’essere vegetariani come stile di vita, e infine l’obbligo, nella scuola pitagorica, della segretezza.

L’armonia dell’universoIl teorema di Pitagora è certo una delle poche formule della matematica degli anni scolastici che tutti noi ricordiamo. Ma c’è molto di più. Nel VI secolo a.C. Pitagora e i suoi seguaci ritenevano che la realtà avesse una struttura matematica. Pensavano che armonia, musica, natura e universo fossero regolati da rapporti numerici. Oggi, l’immunologo del XXI secolo condivide con Pitagora l’ossessione per i numeri, per i dati, e la necessità di rispettare entrambi nella pratica scientifica e nella comunicazione della scienza al grande pubblico. Nella Medicina del XXI secolo i numeri pitagorici hanno diverse — e a volte sorprendenti — declinazioni. Penso ad esempio ai numeri dell’efficacia delle vaccinazioni contro Covid-19, recentemente confermati negli Stati Uniti in uno studio della Food and Drug Administration (FDA). È interessante notare che, con una decisione politica che non rispetta i numeri, chi guida ora questo ente ha deciso di non pubblicare questi dati sul sito dell’istituzione, come sarebbe invece buona pratica. Se non si rispettano i numeri, si rischia di «dare i numeri».