MILANO, 04 GIU - La gip di Milano Angelica Cardi ha respinto le richieste di un incidente probatorio per la "riesumazione della salma" di uno dei frequentatori del bosco di Rogoredo, morto per cause naturali, e per le "ispezioni corporali di tutti i soggetti che hanno dichiarato di essere stati picchiati a colpi di martello". Istanze che erano state avanzate dalla difesa di Carmelo Cinturrino, il poliziotto in carcere accusato dell'omicidio volontario premeditato di Abderrahim Mansouri, pusher 28enne, avvenuto il 26 gennaio. E anche indagato per arresti illegali, spaccio, estorsioni, concussioni, falso e sequestro di persona, sulla base di verbali di spacciatori e tossicodipendenti del cosiddetto "boschetto". Cinturrino, difeso dagli avvocati Davide Giuseppe Giugno e Marco Bianucci, da tempo ormai "respinge tutte le accuse e desidera venga accertata la verità", come avevano chiarito i suoi difensori. "Come si può ben capire - avevano detto i legali - essere picchiati violentemente con la parte in ferro di un martello non può non cagionare lesioni. E noi chiediamo di verificare se esistano quelle lesioni". Uno dei frequentatori del bosco era un disabile in carrozzina che, stando ad alcuni verbali, sarebbe stato pestato col martello.