HomeBolognaCronacaOmicidio della vigilessa, Gualandi fa ricorso “Non volevo ucciderla”Caso Stefani, depositato l’appello dai legali dell’ex comandante dopo l’ergastolo. Puntano alla riqualificazione del reato in delitto colposo: “Sentenza piena di errori”Giampiero Gualandi, 64 anni, è stato condannato all’ergastolo in primo gradoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAnzola nell’Emilia (Bologna), 4 giugno 2026 – Depositato l’appello per Giampiero Gualandi, l’ex comandante della polizia locale di Anzola condannato in primo all’ergastolo per avere ucciso la collega Sofia Stefani, 33 anni, con cui aveva una storia extraconiugale, il 16 maggio 2024. Sofia Stefani uccisa per i giudici della Corte d'Assise da Gualandi

Le motivazioni del ricorso

“Dalla lettura della sentenza che ha riconosciuto Gualandi colpevole di omicidio volontario traspare il costante tentativo di neutralizzare ogni riscontro offerto a sostegno della ricostruzione alternativa sostenuta dall’imputato, coltivato trascurando la logica, ignorando risultanze, contributi scientifici, deformando e banalizzando le dichiarazioni dell’imputato e ogni voce dissonante rispetto all’ipotesi accusatoria”. È quanto sostengono gli avvocati Claudio Benenati e Lorenzo Valgimigli, difensori del 64enne, nell’atto del ricorso depositato ieri. “Noi crediamo che l’interpretazione dei materiali raccolti datane dalla Corte non sia corretta – così Benenati –, sia erronea e sia stata anche viziata da suggestioni e valutazioni che esulavano dal tema decisorio”. Non convincono le chiavi di lettura proposte e gli argomenti utilizzati a sostegno della decisione di condanna. Crediamo che non ci sia un solo elemento tra quelli acquisiti al dibattimento, o comunque valorizzati dalla Corte, che dimostri la volontarietà del gesto; e crediamo anzi che tutti gli elementi raccolti depongano per la non intenzionalità, per l’incidente. Confidiamo comunque nel nuovo giudizio di appello e in una riforma della sentenza”.