ROMA – Il fatto che ci siano ogni anno, ormai dal 2016, milioni di persone che all’interno della Repubblica Democratica del Congo fuggano da un luogo ad un altro all’interno dei confini nazionali "Dimostra – dice Jan Egeland, segretario generale del Norwegian Refugee Council (NRC) – l'incapacità del mondo di rispondere alle crisi che non sono considerate strategicamente importanti per i paesi ricchi. Milioni di persone – aggiunge Egeland – vengono abbandonate perché abbiamo scelto di non agire, non perché non possiamo. La scomoda verità è che questa negligenza è una scelta, e qualcosa a cui possiamo scegliere di porre fine".

Sono state lasciate oltre 21 milioni di persone senza assistenza. Nel 2025, è stato erogato solo il 27,4% dei fondi necessari per far fronte alla crisi nella Repubblica Democratica del Congo, il tasso più basso degli ultimi 10 anni, lasciando oltre 21 milioni di persone bisognose senza assistenza o con un aiuto drasticamente ridotto. Dieci anni fa, la comunità internazionale forniva 55 dollari statunitensi a persona bisognosa nella Repubblica Democratica del Congo. Oggi questa cifra è crollata a meno di 33 dollari statunitensi.

Un modello sistemico di negligenza: le priorità sono le spese militari. Paesi come Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centrafricana, Mali e Nigeria sono comparsi nella lista sei o più volte, il che indica un modello sistemico di deliberata negligenza piuttosto che un fallimento isolato. “I governi donatori si sono visti presentare prove di negligenza, anno dopo anno – ha affermato ancora Egeland – eppure chi è al potere continua a scegliere di dare priorità agli investimenti militari e strategici, sottovalutando, relegando in secondo piano e mettendo da parte le vittime di queste crisi. È un fallimento della nostra umanità”.