Da una parte le istituzioni, dall’altra l’arena pubblica. E qualche volta la polemica travolge tutto e si mescola, tra politica, percezioni e reazioni a catena. Le dichiarazioni attribuite alla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde sullapresenza di turisti israeliani nell’isola - compresi riservisti dell’esercito - diventano un caso. A rilanciare il fronte delle critiche è l’Osservatorio Israele, che parla di stigmatizzazione e di un clima sempre più teso.

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A intervenire è stato Nicolae Galea, presidente dell’Osservatorio Israele, che ha criticato duramente l’impostazione del dibattito: “Quando si parla di Israele, ciò che sarebbe considerato discriminatorio nei confronti di qualsiasi altro popolo diventa improvvisamente accettabile”, ha dichiarato. Secondo Galea, evidenziare la presenza di riservisti israeliani come elemento problematico finirebbe per alimentare sospetto verso un intero popolo, considerato che in Israele il servizio militare riguarda una larga parte della popolazione.

La posizione dell’Osservatorio si inserisce in un contesto più ampio di tensione comunicativa e politica, in cui episodi locali vengono letti alla luce del conflitto mediorientale e delle sue ricadute simboliche anche in Europa. “Ancora una volta si applicano agli israeliani criteri che non verrebbero utilizzati per nessun altro Paese democratico”, ha aggiunto Galea.