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C'è un tema di cui nessuno parla e che si cela dietro la teocrazia iraniana. Sono i bambini, giovanissimi, coinvolti in attività legate alle forze di sicurezza che vengono impiegati nei posti di blocco e in programmi a sfondo militare. Testimonianze provenienti da diverse province li descrivono mentre manipolano armi in raduni sponsorizzati dallo Stato, nonostante le convenzioni internazionali invitano i governi a tenerli lontani dai settori bellici. I soggetti in questione hanno fra i 10 e i 12 anni e sono sempre di più quelli dispiegati lungo i checkpoint di Shahriar, vicino Teheran. "Sono gestiti da bambini sotto i 16 anni con torce in mano. È davvero assurdo" ha raccontato un residente a Iran International.

Questi giovani hanno accesso ad armi da fuoco, fanno addestramento militare. "All'ingresso di Bastak, nella provincia di Hormozgan, consegnano fucili ai bambini ogni notte" racconta un altro testimone. L'uso di minori in attività militari e di sicurezza ha una lunga storia nella Repubblica Islamica. Durante la guerra Iran-Iraq, migliaia di adolescenti furono inviati in prima linea e molti furono uccisi in operazioni militari. Nei decenni successivi, l'istruzione orientata al militare ha continuato attraverso programmi scolastici come le lezioni di "Prontezza Difensiva" e le attività Basij degli studenti.