Roma, 4 giu. (askanews) – Export in flessione nel primo trimestre 2026 per i formaggi italiani Dop e Igp, soprattutto a causa delle tariffe americane. Se l’effetto scorte degli importatori ha infatti parzialmente mascherato le perdite a fine 2025, i dati del primo trimestre 2026 hanno già mostrato flessioni e Afidop, l’associazione formaggi italiani Dop e Igp, denuncia che il pericolo non è solo economico ma identitario: l’impennata dei prezzi al consumo spinge inevitabilmente il consumatore americano verso le imitazioni locali, come il parmesan o il finto romano, alimentando il fenomeno dell’Italian Sounding. Nonostante i dazi Usa, il comparto è comunque in salute: nel 2025, i formaggi italiani a Indicazione Geografica hanno registrato una crescita della produzione del 4% rispetto all’anno precedente, superando le 625mila tonnellate. Le esportazioni hanno raggiunto quota 260mila tonnellate, generando un valore economico superiore ai 3,3 miliardi di euro, con una crescita vicina al 10% in valore e del 2,2% in volume.

È questa la fotografia scattata da Afidop in occasione della sua 36esima assemblea annuale, svoltasi venerdì 29 maggio ad Altamura. Nel 2025 i formaggi Dop e Igo hanno rappresentato il 40% dei volumi e il 55% del valore dell’intero export caseario italiano.