C'è un momento, a Luxor, in cui il confine tra storia e leggenda sembra dissolversi. Accade al tramonto, quando il sole incendia le montagne del deserto occidentale e le ombre si allungano tra le colonne dei templi. I geroglifici si colorano d'oro, il Nilo riflette sfumature di rame e l'antica Tebe torna a raccontare le sue storie. È in quell'istante che si comprende perché Luxor non sia semplicemente una destinazione archeologica, ma uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi del mondo.

Non è un caso che venga spesso definita il più grande museo a cielo aperto del pianeta. In pochi chilometri quadrati si concentra una quantità impressionante di monumenti dell'antico Egitto: il Tempio di Karnak, il Tempio di Luxor, la Valle dei Re, la Valle delle Regine, i Colossi di Memnone e decine di necropoli e santuari che raccontano oltre tremila anni di storia. Nessun'altra città offre una simile concentrazione di tesori archeologici ancora immersi nel loro contesto originario.

Passeggiando per Luxor si ha la sensazione che il passato non sia mai davvero scomparso. Le colonne monumentali emergono accanto agli edifici moderni, le feluche continuano a navigare sul Nilo come avveniva secoli fa e la vita quotidiana scorre all'ombra di templi che erano già antichi quando Roma non era ancora stata fondata.