Quando vince Sinner questa rubrica, come il resto degli italiani, se ne rallegra. Nonostante la défaillance parigina, dall’inizio del 2026 avrebbe già portato a casa premi per almeno sei milioni di euro, e siamo solo a metà dell’anno. Poi ci sono gli sponsor: Lavazza, De Cecco, Rolex, Gucci e vari altri. Chi è bravo a fare i conti dice che il suo patrimonio si aggiri intorno ai 100 milioni di euro. Peccato che, come tanti sportivi d’alto bordo e altri Vip, abbia preso la residenza fiscale a Montecarlo, nel principato di Monaco. Per il bel sole che scalda il porticciolo? Uhm, più verosimilmente per il fatto che nel principato gli stranieri non pagano le tasse sui redditi e, più in generale, il regime fiscale è vantaggioso. Sui premi targati Bel Paese il campione versa le tasse da noi, ma come ritenuta alla fonte, che è assai inferiore alle normali aliquote progressive. Su quelli stranieri dipende da caso a caso. I cachet degli sponsor, verosimilmente, se li farà versare sulle società a Montecarlo dove, al massimo, pagherà il 25 per cento, circa metà del carico fiscale italiano. Anche i dividendi, quelli che compongono il grosso del patrimonio dei veri ricchi, li prenderà senza nessuna ritenuta alla fonte. A differenza che a Roma, Parigi, Madrid. È tutto perfettamente legale ma non sarebbe più bello, più patriottico, se il campionissimo sul campo si fasciasse nel tricolore anche nel momento della dichiarazione dei redditi? Ne saremmo ancora più fieri.
Sinner campione immenso. Ma non sulle tasse
Quando vince Sinner questa rubrica, come il resto degli italiani, se ne rallegra. Nonostante la défaillance parigina, dall’inizio del 2026 avrebbe già portato a casa premi per almeno sei milioni di euro, e siamo solo a metà dell’anno. Poi ci sono gli sponsor: Lavazza, De Cecco, Rolex, Gucci e vari altri. Chi è bravo a fare i conti dice che il suo patrimonio si aggiri intorno ai 100 milioni di euro. Peccato che, come tanti sportivi d’alto bordo e altri Vip, abbia preso la residenza fiscale a Montecarlo, nel principato di Monaco. Per il bel sole che scalda il porticciolo? Uhm, più verosimilmente per il fatto che nel principato gli stranieri non pagano le tasse sui redditi e, più in generale, il regime fiscale è vantaggioso. Sui premi targati Bel Paese il campione versa le tasse da noi, ma come ritenuta alla fonte, che è assai inferiore alle normali aliquote progressive. Su quelli stranieri dipende da caso a caso. I cachet degli sponsor, verosimilmente, se li farà versare sulle società a Montecarlo dove, al massimo, pagherà il 25 per cento, circa metà del carico fiscale italiano. Anche i dividendi, quelli che compongono il grosso del patrimonio dei veri ricchi, li prenderà senza nessuna ritenuta alla fonte. A differenza che a Roma, Parigi, Madrid. È tutto perfettamente legale ma non sarebbe più bello, più patriottico, se il campionissimo sul campo si fasciasse nel tricolore anche nel momento della dichiarazione dei redditi? Ne saremmo ancora più fieri.






