Bruxelles – L’Ungheria ha segnalato l’intenzione di revocare il veto sull’adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Fonti diplomatiche riferiscono che ieri (3 giugno), durante la riunione degli ambasciatori UE a Bruxelles (COREPER), il rappresentante ungherese ha ritirato le proprie riserve e ha permesso l’apertura del primo blocco negoziale del percorso che potrebbe portare Kiev a entrare nell’UE.Sempre nella giornata di ieri, il primo ministro ungherese Péter Magyar ha annunciato sui social un accordo con Kiev sui diritti delle minoranze nazionali. L’intesa dovrebbe tutelare i diritti linguistici, educativi, culturali e politici per circa 100mila ungheresi che vivono nella regione della Transcarpazia, nell’Ucraina occidentale. Il tema era da tempo causa di attriti tra i due Paesi e le riserve sarebbero state ritirate proprio in seguito all’accordo, presentato come il risultato di settimane di negoziati tecnici. L’Ucraina, entrata nel suo quinto anno di guerra contro la Russia, punta ad aderire all’Unione europea il più rapidamente possibile. Il processo di negoziati, avviato ufficialmente nel 2024, era stato bloccato dal veto dell’allora primo ministro Viktor Orbán. Poiché i negoziati di adesione con Kiev erano stati accorpati a quelli con Chisinău, il veto aveva di fatto paralizzato anche il percorso della Moldavia. La svolta è diventata possibile dopo che Orbán è stato sconfitto alle elezioni dell’aprile 2026 da Magyar, che aveva promesso di ripristinare i rapporti tra Ungheria e Ucraina, entrato in carica il 9 maggio scorso. La Commissione europea ha accolto con favore la notizia dell’accordo e durante il briefing con la stampa di oggi (4 giugno) l’ha definito come “un passo importante che apre la strada all’apertura dei cluster fondamentali (Stato di diritto, istituzioni democratiche, pubblica amministrazione, giustizia, diritti fondamentali e criteri economici) per Ucraina e Moldavia”. I portavoce hanno precisato che Bruxelles era in stretto contatto con entrambe le parti durante i negoziati. Ora l’intesa dovrà essere incorporata nel piano d’azione che l’Ucraina ha presentato alla Commissione nell’ambito della sua candidatura, un processo che secondo i portavoce dell’esecutivo europeo sarà realizzabile “molto presto”. Magyar ha tuttavia ribadito, nello stesso post su Facebook, la sua opposizione a un processo di adesione accelerato e ha annunciato che “se l’Ucraina dovesse chiudere tutti i 33 capitoli negoziali entro dieci o quindici anni, l’Ungheria terrà un referendum vincolante sulla questione”. Resta aperto, poi, il nodo del divieto ungherese sui prodotti agricoli ucraini, che Bruxelles considera illegale. La Commissione ha confermato di stare coinvolgendo Budapest “a tutti i livelli” per ottenerne la revoca, senza annunciare passi concreti.