Attaccati da una parte politica, compresa la premier Giorgia Meloni, poco prima del referendum sulla giustizia, minacciati e insultati, ai magistrati che si sono occupati della famiglia nel bosco nulla va e andava rimproverato. Il ministero della Giustizia, che aveva inviato gli ispettori dopo le dichiarazioni della presidente del Consiglio, ha escluso qualsiasi profilo di illecito disciplinare a carico dei magistrati coinvolti. La nota ufficiale di via Arenula è arrivata con la conclusione degli accertamenti disposti nei mesi scorsi su impulso del ministro Carlo Nordio. “All’esito dell’inchiesta sulla ‘famiglia nel bosco’ disposta dal Ministro della giustizia, non sono emersi profili di illeciti disciplinari da parte dei magistrati”, si legge nel documento diffuso dal Ministero. Nella stessa nota viene ribadito un principio centrale dell’ordinamento: “Le decisioni di merito in ossequio all’indipendenza e all’autonomia della magistratura non sono oggetto di valutazione”.
La vicenda era finita al centro dell’attenzione pubblica dopo una serie di provvedimenti giudiziari che avevano riguardato una famiglia e i minori coinvolti, con conseguenti polemiche sull’intervento dell’autorità giudiziaria e sulle modalità di tutela dei diritti dei bambini. Il caso aveva innescato anche un confronto tra governo e magistratura, con richieste di approfondimenti ispettivi e verifiche sull’operato degli uffici giudiziari competenti. La presidente del Tribunale dell’Aquila aveva scritto al Cms per lamentare le “continue richieste di atti” da parte del ministero e anche l’Anm aveva espresso preoccupazione considerando l’ispezione una “interferenza”.










