"La giustizia in Italia resta un'emergenza, la bandiera del garantismo non deve essere ammainata"

Sono duri i commenti di Marina Berlusconi dopo la decisione del Gip di Firenze, Patrizia Martucci, di archiviare le accuse nei confronti di Marcello Dell'Utri, indagato nell'inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993. Quell'anno ci furono tre attentati: in via dei Georgofili a Firenze (5 morti e 41 feriti), in via Palestro a Milano (5 morti e 12 feriti), e due bombe esplosero, senza fare vittime, accanto alle chiese di San Giovanni in Laterano e di San Giorgio al Velabro a Roma.

La tesi dell'accusa, archiviata, era che queste stragi avessero favorito l'affermazione politica di Forza Italia e l'ascesa di Silvio Berlusconi.

La giudice Patrizia Martucci ha dichiarato che "mancano elementi concreti sui conttti o i rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi con Marcello Dell'Utri suo stretto collaboratore".

Da qui la forte critica di Marina Berlusconi: Perchè se l'archiviazione è avvenuta a gennaio se ne è saputo solo oggi? Cosa sarebbe successo se l'esito fosse stato diverso? Chi risponderà del falso su mio padre? Chi potra' mai restituirgli il tempo trascorso sotto il peso di queste accuse, terribili e infondate? Quello contro mio padre - dice Marina Berlusconi - le cui accese sono state archiviate su richiesta stesssa dei Pm per la sesta volta, è 'fango del pregiudizio idelogico'.