Al Parlamento Europeo, Lukas Siepert (Renew Europe) chiarisce che il convegno sui diritti Lgbt riguarda gli adolescenti, non i bambini, per favorire un approccio costruttivo.

Al Parlamento Europeo oggi si parla dei diritti di "adolescenti" Lgbt, non certo di "bambini". Lo precisa l'eurodeputato di Renew Europe Lukas Sieper, a margine di un convegno da lui organizzato e dedicato ai diritti dei minori appartenenti alla comunità Lgbt, criticato dall'eurodeputato di Fdi Paolo Inselvini perché dedicato ai diritti dei "children" della comunità Lgbt.

Il nome comune inglese 'child' è sufficientemente vago da generare equivoci perché, se comunemente indica le persone con meno di 12 anni di età, viene anche usato per gli under 18.

"Sono molto felice - afferma Sieper, che è nato nel 1997 e ha fondato a Colonia il Partito del Progresso (Partei des Fortschritts) - che questo evento si tenga oggi al Parlamento Europeo. Riguarda un approccio costruttivo allo sviluppo dell'identità sessuale dei minori".

"Voglio innanzitutto sottolineare un punto - aggiunge - quando parliamo di bambini, non ci riferiamo a bambini piccoli di 5, 6 o 7 anni, ma a ragazzi di 13, 14, 15 o 16 anni. Quindi, persone che si trovano in una fase di sviluppo della propria sessualità. Non siamo qui per etichettare nessuno, ma per ascoltare questi minori, questi ragazzi in senso giuridico, e per chiedere loro come vivono il loro percorso di sviluppo sessuale, in un mondo in cui la sessualità è un tema fortemente politicizzato".