SCAFFALE «Siro», un libro di Jacopo Iannuzzi per Mercurio

Sotto un cielo giallo e spettrale, nell’atmosfera afosa che abbraccia le macerie della civiltà, Siro ricerca Bordel: questo è il motore di Siro, nuovo libro di Jacopo Iannuzzi (pp. 130, euro 17). Il placido corso della vita si è rapidamente deteriorato, preda di superstizioni insieme teologiche e politiche: la comparsa di bande di guardie armate, sovrintendenti la transizione a un nuovo misterioso mondo, ha trovato la sua acme quando un’immane deflagrazione ha annientato ogni residuo della realtà come la conosciamo. Più che un evento, è un processo perpetuo di consunzione a essersi innescato, e ora l’impossibilità di ricostruire un qualsiasi ordine è inesorabile.

Come un Achille alla ricerca dell’amico Patroclo in un’epoca post-apocalittica, Siro si addentra nelle viscere di una città sventrata, fra penuria di acqua, violenza e una strana droga che sconvolge gli abitanti sopravvissuti. «Quando ti manca un amico ti mancano tutti». La loro amicizia è l’unico possibile antidoto al più desolante degradarsi di ogni significato. Ritrovare l’amico disperso, però, serve anche a fare i conti con le loro ambizioni giovanili.

È una ricerca febbrile, in cui realtà e incubi non si distinguono più. Eppure fino a qualche tempo prima, in lunghe chiacchierate sognanti fuori dall’università, Siro e Bordel avevano pregustato a lungo uno mondo in cui i limiti, la disciplina, le norme fossero aboliti, e la vita potesse errare libera. Ma non è il conflitto o la contestazione che cercano: oltre l’ordine, la pura volontà di darsi, evolversi, consumarsi sembrava animare un futuro di festa. Ora che nulla più lo frena, il tempo sembra precipitare verso la fine e la storia contrarsi in uno scenario ferino. Nell’istante immoto della vita selvaggia, si vive di minuto in minuto, con il sangue fra i denti e sulle dita; l’interiorità è annullata e l’unica intensità percepibile è quella degli stimoli esterni che provocano l’azione e la reazione. Se ancora il nome di Brodel corrisponde alla sua sagoma, la persona che era è dissolta nell’infinito ciclo di nascita e morte.