Secondo giorno di paralisi questa settimana per la metropolitana di Londra, pilastro del trasporto urbano nella capitale britannica utilizzato abitualmente da milioni di utenti, a causa di uno sciopero - ultimo d'una serie nel settore - che questa volta riguarda i macchinisti.

L'agitazione è stata proclamata dall'Rmt, combattivo sindacato di categoria, dopo il mancato accordo con Transport for London (Tfl), società di gestione che fa capo all'amministrazione comunale, su una proposta che include turni di lavoro volontari spalmati su 4 giorni alla settimana. E prevede il secondo sciopero di 24 ore consecutive in tre giorni, dopo quello di martedì 2 giugno, come deciso dagli iscritti in una votazione interna.

Il sindacato accusa l'azienda di rigidità, polemizzando anche con il Comune e con il governo britannico, entrambi a guida laburista; sebbene nelle ultime ore sia emerso qualche spiraglio e un nuovo incontro con i vertici di Tfl sia stato ipotizzato per la settimana prossima.

I responsabili dell'azienda hanno assicurato di poter garantire al massimo fino a metà dei servizi in queste due giornate di protesta, per alleviare i pesanti disagi sui viaggiatori fra cancellazioni e ritardi.