Torna la minaccia degli scioperi nel settore dei trasporti pubblici britannici, con varie categorie di lavoratori della tentacolare metropolitana di Londra, la cosiddetta Tube, in agitazione da oggi dopo il fallimento degli ultimi negoziati su una nuova vertenza di settore con i vertici di Transport for London (Tfl), il gestore che fa capo all'amministrazione comunale della capitale del Regno.

Il battagliero sindacato di categoria, Rmt, ha annunciato una settimana di iniziative di lotta nell'ambito di quella che si prospetta come la tornata di scioperi più pesante in seno alla Metro londinese da tre anni a questa parte: la peggiore dall'avvento al potere del governo laburista di Keir Starmer, nel luglio 2024, dopo gli scontri sociali e le dure vertenze diffuse che hanno segnato gli ultimi anni dei precedenti governi conservatori.

I giorni più a rischio di caos, e disagi per milioni di passeggeri, sono quelli fra lunedì e mercoledì della settimana prossima, salvo mediazioni politiche per una ripresa dei colloqui negoziali, come avvenuto ad agosto con la revoca in extremis di una precedente protesta. L'Rmt chiede nuovi aumenti salariali medi del 3,4% e una riduzione dell'orario di lavoro a 35 ore settimanali per i macchinisti, i segnalatori e i manutentori della metropolitana.