Si tratta di un particolare incontro tra Big Tech, intelligenza artificiale e biologia applicata alla salute pubblica: servirà per ridurre insetti portatori di malattie Si tratta di un particolare incontro tra Big Tech, intelligenza artificiale e biologia applicata alla salute pubblica: servirà per ridurre insetti portatori di malattie Se qualcuno avesse raccontato dieci anni fa che Google avrebbe chiesto alle autorità statunitensi il permesso di liberare milioni di zanzare infettate in laboratorio nell'ambiente, probabilmente sarebbe sembrata la trama di un film di fantascienza o di una cospirazione nata su qualche forum online. Invece è realtà. Attraverso Verily, la divisione dedicata alle scienze della vita, Alphabet ha chiesto all'Environmental Protection Agency (Epa) degli Stati Uniti l'autorizzazione a rilasciare fino a 32 milioni di zanzare in California e Florida nell'arco di due anni. L'obiettivo dichiarato non è aumentare il numero di insetti, ma fare l'esatto contrario: ridurre drasticamente la popolazione delle specie che trasmettono malattie come dengue, Zika, chikungunya e febbre gialla. Dietro l'iniziativa c'è un progetto poco conosciuto al grande pubblico ma attivo da quasi un decennio: “Debug”, nato all'interno dell'ecosistema Alphabet nel 2016 per sviluppare sistemi tecnologici contro le malattie trasmesse dalle zanzare.Usare le zanzare contro le zanzareLa strategia non prevede pesticidi, sostanze chimiche o interventi genetici. Le zanzare che Google vuole liberare sono esclusivamente maschi, esemplari che non pungono gli esseri umani e non trasmettono malattie. Gli insetti vengono allevati in laboratorio e infettati con Wolbachia, un batterio naturalmente presente in moltissime specie di insetti. Quando questi maschi si accoppiano con femmine selvatiche, le uova non riescono a svilupparsi correttamente e non si schiudono. Il risultato è una progressiva riduzione della popolazione locale di zanzare. La tecnica è nota da anni nel mondo scientifico e viene spesso descritta come una variante biologica del cosiddetto "sterile insect technique", utilizzato in diversi programmi di controllo degli insetti nocivi.Il ruolo dell'intelligenza artificialeLa scala dell'operazione è notevole: per produrre decine di milioni di esemplari servono infatti sistemi industriali capaci di allevare, classificare e distribuire enormi quantità di insetti. L'azienda utilizza sistemi di computer vision, automazione e intelligenza artificiale per distinguere automaticamente maschi e femmine, eliminare gli esemplari indesiderati e pianificare le operazioni di rilascio. Già negli anni passati aveva sviluppato vere e proprie "fabbriche di zanzare" automatizzate in grado di produrre centinaia di migliaia di insetti al giorno. In altre parole, Google sta applicando alla biologia industriale principi che sono propri dei data cantere e delle piattaforme digitali.I risultati ottenuti finora Nel 2017 Verily aveva già partecipato a un programma pilota nella contea di Fresno, in California, uno dei più grandi test mai effettuati negli Stati Uniti contro la specie invasiva Aedes aegypti. Ma il caso più citato dai sostenitori della tecnologia è quello di Singapore, dove il programma Wolbachia è stato implementato su larga scala grazie alla collaborazione tra autorità sanitarie e partner tecnologici. I dati diffusi negli ultimi anni indicano riduzioni della popolazione di Aedes aegypti comprese tra l'80 e il 90% nelle aree trattate e una diminuzione superiore al 70% dei casi di dengue. Sono risultati che hanno contribuito a trasformare una tecnica sperimentale in una delle alternative più promettenti all'uso massiccio di insetticidi.Un progetto che divideNonostante i dati incoraggianti, il piano non è privo di critiche. Anzi: alcuni esperti si interrogano sulla sostenibilità economica di programmi che richiedono allevamenti continui e rilasci ripetuti nel tempo. Altri chiedono maggiori dati sugli effetti ecologici di interventi così estesi, soprattutto quando vengono applicati a intere regioni urbane. Esiste poi un tema più ampio che riguarda il ruolo delle grandi aziende tecnologiche nella gestione di problemi tradizionalmente affrontati da enti pubblici e istituzioni sanitarie. Per decenni Google è stata associata alla ricerca online, alla pubblicità e più recentemente all'intelligenza artificiale. Oggi una sua controllata chiede invece il permesso di intervenire direttamente sugli ecosistemi urbani per contrastare malattie infettive. È un passaggio che racconta bene come le Big Tech stiano progressivamente espandendo il proprio raggio d'azione: non più soltanto software, dati e algoritmi, ma anche salute pubblica, biologia e gestione ambientale.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Google vuole liberare 32 milioni di zanzare, ma non è una teoria del complotto
Si tratta di un particolare incontro tra Big Tech, intelligenza artificiale e biologia applicata alla salute pubblica: servirà per ridurre insetti portatori di










