Un maggio denso di celebrazioni per ricordare il tremendo terremoto del 1976 in Friuli. Un mese che è anche servito per riflettere sulla ricostruzione, sulle ferite, con il duomo di Venzone da sempre simbolo di tenacia e di orgoglio visto che, come è noto, le pietre cadute vennero numerate e poi riutilizzate per la ripartenza. Proprio il duomo ha ospitato uno degli ultimi appuntamenti legati all’”Orcolat” cioè l’oratorio ritrovato di Kenny Wheeler. Il trombettista canadese l’aveva realizzato durante una masterclass a Gorizia di parecchi anni fa. Glauco Venier, pianista e amico dell’artista scomparso ormai 12 anni fa, lo ha riportato alla luce compiendo, di fatto, una sorta di “ricostruzione” anche delle partiture. Per completare il lavoro, infatti, ha seguito le indicazioni di Nick Smart, anche lui trombettista tra i maggiori esperti dell’opera di Wheeler nonchè direttore della Royal Academy of music che custodisce l’archivio del musicista canadese. Con loro c’erano il laboratorio Insium Ensemble, il gruppo vocale Odhecaton diretto da Paolo Da Col con la direzione musicale di Valter Sivilotti. Un progetto molto articolato che comprendeva, come stella della serata, nientemeno che Norma Winstone, una delle cantanti che hanno fatto la storia del jazz europeo e protagonista di parecchi lavori al fianco di Venier e di Wheeler. Nell’imponente duomo è stato deciso di registrare il concerto visto che si trattava della prima mondiale di “Psalms-Friuli 1976-2026”.
L'oratorio dimenticato di Kenny Wheeler per ricordare il terremoto del Friuli
Un maggio denso di celebrazioni per ricordare il tremendo terremoto del 1976 in Friuli. Un mese che è anche servito per riflettere sulla ricostruzione, sulle ferite, con il duomo di Venzone...






