Subiscono attacchi devastanti di missili e droni, Kiev e l’Ucraina tutta. Carenza di intercettori missilistici e nuove tattiche d’attacco russe sono presagi funesti, specie ora che l’Armata rossa rallenta sul terreno stemperando gli entusiasmi di vittorie rapide nel Donetsk. Raccontano le analisi dell’Istituto statunitense per gli studi sulla guerra (Isw) che, nel primo quadrimestre del 2026, i russi hanno perso slancio, conquistando non più di 715 chilometri quadrati di territorio ucraino, con avanzate di circa 2,63 chilometri quadrati al giorno, complici le fortificazioni ucraine, i droni, il terreno impervio per il disgelo post invernale e i dilemmi generati dall’interdizione del campo di battaglia, contro aerodromi, difese aeree, raffinerie, depositi di munizioni, basi, assembramenti di truppe e snodi comunicativi, a corto, medio e lungo raggio. L’Ucraina patisce, resiste e replica: suoi attacchi dronistici hanno colpito San Pietroburgo, ieri, condizionato al ribasso la tradizionale parata militare russa del 9 maggio russo e alterato la percorribilità delle strade fra la Russia e la Crimea e fra l’Ucraina meridionale e la città di Donetsk. Complicando così, secondo l’Isw, rifornimenti e rotazioni di personale al fronte.Il capo di Stato maggiore ucraino, generale Oleksandr Syrskyi, ha enfatizzato l’effetto dirompente della rivoluzione dronistica, aerea e terrestre, che si registra al fronte: i robot terrestri sono usati a migliaia dall’esercito ucraino per trasportare materiali, evacuare feriti e per un crescendo di missioni di combattimento, a presidio del terreno e per attacchi coordinati con droni aerei, favoriti dall’adattamento di alcune loro funzioni alle tecnologie informatiche e all’intelligenza artificiale. Da Kiev, il presidente Volodymir Zelensky ha rivelato ai media che un’unità d'attacco robotica della 3ª Brigata d’assalto separata ha utilizzato solo droni aerei e robot per strappare ai russi una posizione fortificata russa nell’oblast di Kharkiv. Era l’estate scorsa.Nel prossimo futuro, il ministero della Difesa ucraino ambisce a una robotizzazione totale della logistica di prima linea; ha integrato tecnici militari nelle brigate, per le riparazioni delle piattaforme sul campo e tenere il passo delle contromisure nemiche. Per il Modern war institute, quei mezzi hanno permesso di liberare soldati e materiali per altre missioni e di contenere di un terzo le perdite, specie nella kill-zone, l’area grigia, profonda una ventina di chilometri dalla linea di contatto, battuta sistematicamente da sensori, droni filo-guidati, esplosivi e proiettili di artiglieria: un insieme micidiale per letalità, che esige dai russi perdite superiori alle attuali capacità di rincalzo, impedendone concentrazioni e manovra. Vale anche per l’Ucraina, che sta riuscendo fra mille difficoltà a contenere l’offensiva nemica. Le sue unità dronistiche usano simultaneamente centinaia di droni che alterano il ritmo dell'avanzata russa e favoriscono micro-contrattacchi locali, forieri di recenti guadagni territoriali, soprattutto dopo che i russi hanno perso l’accesso ai satelliti Starlink ed è aumentato il tasso di intercettazione ucraino dei droni.Sebbene il successo delle piattaforme robotizzate ucraine sia temporaneo, lo stato maggiore, a Kiev, è fiducioso di poter arrivare al tavolo negoziale da una posizione meno critica e preconizza che il prossimo semestre sarà cruciale per snodare la matassa intricata dell’iniziativa bellica e decidere chi prevarrà nella velocità di scambio di dati multisensoriali, in un ciclo coordinato, teso a massimizzare i colpi contro le vulnerabilità nemiche, discriminare fra decisioni migliori e circoscrivere i rischi per le proprie truppe, calibrando gli assetti al cangiare dinamico dell’ambiente operativo. Partita da zero nel 2022, l’industria robotica ucraina conta decine di produttori, innovanti e rapidi nell’aggiornare i mezzi, coordinati nel cluster per le tecnologie della difesa Brave1.