Bruxelles – Uno Stato membro dell’UE può anche rifiutarsi di dare esecuzione ad un mandato di arresto europeo, purché faccia eseguire la pena detentiva nel proprio territorio. Lo stabilito la Corte di giustizia dell’UE, con sentenza. Un Paese può decidere di non trasferire una persona oggetto di condanna se ritiene che dal trasferimento possano derivare condizioni carcerarie inumane o degradanti. Però l’autorità nazionale che decide di non eseguire il mandato di arresto europeo “è tenuta ad adoperarsi attivamente affinché la persona ricercata non resti impunita a causa di tale rifiuto”, e quindi, spiegano i giudici di Lussemburgo, occorre “garantire che le pene siano eseguite nel suo territorio“.La decisione della Corte allarga il campo giurisprudenziale in materiale. I giudici di Lussemburgo avevano già chiarito che un mandato di arresto europeo può non essere eseguito per ragioni di salute.
Corte UE: "Uno Stato può non eseguire il mandato di arresto europeo, ma deve garantire la pena"
I giudici di Lussemburgo chiariscono che un Paese può decidere di non dare seguito a un mandato di arresto europeo, ma deve farsi carico della detenzione






