Dopo gli annunci bomba di Nvidia al Computex 2026, ci si poteva aspettare che Qualcomm raddoppiasse. E invece l’azienda di San Diego ha scelto di toccarla molto piano. Sobrietà invece dell’effetto annuncio. Cristiano Amon, il ceo dell’azienda ha messo sul tavolo poche novità, ma un messaggio molto chiaro: l’azienda non vuole inseguire la corsa agli hardware spettacolari, vuole presidiare il terreno più interessante dell’intelligenza artificiale, quello dei dispositivi personali e dell’edge intelligente. È una strategia meno spettacolare, ma potenzialmente interessante: far diventare gli agenti AI una funzione nativa del calcolo quotidiano.

Il 2026 è l’anno degli agenti

Il tema centrale del terzo keynote consecutivo di apertura del Computerx di Amon è riassumibile in una formula: l’agente AI ha sostituito il telefono al centro dell’ecosistema digitale. Non è una metafora retorica, ma una tesi architetturale precisa. Per trent’anni, l’intero sistema di applicazioni, sistemi operativi e dispositivi connessi si è organizzato attorno allo smartphone. Adesso, secondo Qualcomm, quel centro di gravità si sta spostando: i dispositivi, dal telefono all’automobile, dagli occhiali smart agli auricolari, diventano tutti endpoint di un agente che li attraversa senza essere vincolato a nessuno di essi. È un cambiamento di paradigma che, se si avvererà, ridisegnerà l’industria del mobile così come l’abbiamo conosciuta.