Ci sono serate in cui il calcio smette di essere soltanto un gioco fatto di schemi e novanta minuti di corsa, e diventa il palcoscenico delle storie umane più profonde. Ieri sera, per Pietro Comuzzo, è stata una di quelle notti. Il difensore 21enne della Fiorentina ha indossato nuovamente la maglia della Nazionale azzurra, rendendosi protagonista nella vittoria contro il Lussemburgo. Ma il momento più alto della sua serata non è arrivato sul rettangolo verde, bensì davanti ai microfoni nel post-partita, quando il pensiero è volato immediatamente a chi non c'è più.

Una dedica dal cuore Con la maglia dell'Italia ancora addosso, Comuzzo ha voluto dedicare il successo alla madre, Sabrina Baldo, scomparsa nel febbraio del 2023 dopo una lunghissima e coraggiosa battaglia contro un tumore. «Dedico questa vittoria alla mamma. La sua perdita mi ha dato una spinta interiore a fare sempre meglio per lei. Certe volte avere persone care vicine sembra scontato, ma poi da un momento all’altro le perdi. Il mio pensiero va alla mamma e alla mia famiglia». Parole mature, lucide e cariche di una commozione composta, che hanno toccato il cuore di tifosi e appassionati. La signora Sabrina, originaria della frazione portogruarese di Summaga, aveva lottato con tutte le proprie forze, aggrappandosi alla vita per l'amore del marito e dei figli, fino all'ultimo doloroso trasferimento in hospice. Una ferita enorme per Pietro, allora appena maggiorenne, che ha saputo però trasformare quel dolore sordo in benzina pulita per inseguire il suo sogno. Il ruolo della famiglia: un'ancora nel momento più buio Dietro al successo del talento friulano (il padre Andrea è di San Daniele) c'è una fitta rete d'amore che non lo ha mai lasciato solo. Nei momenti di massimo sconforto, quando il peso della perdita rischiava di schiacciare le ambizioni del giovane calciatore, la famiglia è rimasta unita come un blocco unico. Determinante è stato il legame con il padre Andrea e con i fratelli, in particolare con il gemello Francesco (anch'egli promessa del calcio), che ha condiviso con Pietro ogni passo di questo cammino. Fondamentale anche l'affetto dei nonni Paolo e Zaira, degli zii e della comunità di Summaga di Portogruaro, un porto sicuro dove il difensore ha sempre trovato rifugio e calore per ripartire con ancora più determinazione. Una stella in ascesa Oggi Pietro Comuzzo è una delle realtà più splendenti della linea verde della Fiorentina e del panorama calcistico italiano. Ma la sensazione, guardandolo giocare con quella grinta e quella maturità che stupiscono i cronisti, è che in campo non scenda mai da solo. Lassù, a fare il tifo per lui, c'è sempre uno sguardo speciale. E la promessa di ieri sera è solo l'inizio di un lungo viaggio da fare insieme.