Vacanza, non è per sempre

Primo mese a 1 €

Ricevi le notifiche su PESARO

Il prefetto Emanuela Saveria Greco durante la Festa della Repubblica

Gli ottant’anni della Repubblica, del voto delle donne ma anche un tema di fortissima attualità: il disagio giovanile. Sono stati questi gli argomenti su cui si è sviluppato, il 2 Giugno, il discorso del prefetto Emanuela Saveria Greco, che ha voluto in particolare concentrare l’attenzione proprio sui giovani alle prese con i nuovi pericoli e le nuove dipendenze. Quanto al voto alle donne, ha detto, si tratta di un "riconoscimento che non è stato un regalo né una gentile concessione ma una conquista, forse la prima vera conquista delle donne per partecipare attivamente alla vita politica del paese. Frutto del ruolo delle donne che durante la guerra avevano dato prova di coraggio e di sacrificio combattendo nella Resistenza. Il 1946 è in questo senso l’anno della svolta. Sintomatico il richiamo alle parole di una giornalista di quegli anni Anna Garofalo sulle schede elettorali rigirate tra le mani come le più preziose della tessera del pane, strette come biglietti d’amore, rilevandone la poesia "… ma soprattutto la concretezza…il pragmatismo tipico delle donne". Il prefetto ha proseguito rilevando come "il cammino per una reale parità è ancora lungo e accidentato per una uguaglianza uomo donna" e come molte donne abbiano pagato con la vita il loro sacrosanto diritto all’autonomia, alla libertà. La parola d’ordine – ha affermato – deve essere "rispetto in una sinergia altrettanto necessaria per affrontare un altro aspetto della nostra epoca che preoccupa e ci trova a volte impreparati, il disagio giovanile che nasce da una causa comune ma diverse sono poi concause e conseguenze. Il disagio – ha detto – è un malessere complesso, tra gli 11 e i 25 anni, si manifesta come sofferenza psicologica e comportamentale nella delicata fase di costruzione dell’identità. Gli adolescenti di oggi sono esposti a un’iperstimolazione digitale senza precedenti, che contribuisce all’isolamento sociale. Il disagio giovanile assume però tante forme, si va dall’isolamento completo di molti ragazzi e ragazze i cdd Hikikomori termine giapponese che descrive un ritiro sociale volontario e prolungato di giovani che abbandonano scuola, amici e relazioni reali per chiudersi nella propria stanza. In Italia si stimano circa 200.000 casi, spesso adolescenti molto sensibili o particolarmente intelligenti che vivono una forte pressione sociale. L’isolamento dura mesi o anni, con i giovani che comunicano quasi esclusivamente tramite internet, rifugiandosi nei videogiochi o social network. Viviamo in una società sempre più individualista, dove l’apparire domina sull’essere, influenzata dai social media e dagli influencer. La pressione per ottenere performance eccellenti e per assomigliare a modelli irraggiungibili alimenta ansia e competizione". "I giovani più fragili, incapaci di reggere tali aspettative, spesso si sentono esclusi – ha aggiunto – . Diversi esperti hanno evidenziato come in questi ultimi anni il fenomeno abbia assunto aspetti tali da essere definito una epidemia tra giovanissimi, sempre più spesso sottoposti a terapia per disturbi legati al mondo tecnologico". Il prefetto ha poi sottolineato il ruolo imprescindibile delle famiglie "spesso impreparate" e delle istituzioni scolastiche, "prime sentinelle dei sintomi del disagio, vigili osservatori e attenti educatori. Parliamo con i nostri ragazzi – ha concluso –, aiutiamoli a sviluppare il senso critico, mostriamo anche le nostre debolezze perché comprendano che nella vita si cade ma altrettante volte ci si rialza, che accanto alle vittorie ci sono le sconfitte. Che tutto è esperienza, tutto è insegnamento".