HomeRavennaCronacaMostra al Private banking . Omaggio a Bubani e SalvagianiLe due sezioni ospitano foto di grandi artisti dell’opera lirica, della danza e del jazzLe due sezioni ospitano foto di grandi artisti dell’opera lirica, della danza e del jazzRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa Cassa di Ravenna S.p.A., nell’ambito delle iniziative di valorizzazione del collezionismo privato e della cultura, presenta presso il Private Banking di Ravenna in Piazza del Popolo, n.30, fino al 9 giugno prossimo una nuova mostra dal titolo: ’Omaggio a Carlo Bubani e Mario Salvagiani’.

Si tratta di una esposizione promossa dal Ravenna Festival che ospita le foto relative a spettacoli svoltisi alla Rocca Brancaleone, con foto di Massimo Carioti ed Enzo Pezzi, entrambi di Ravenna: le due sezioni della mostra ospitano rispettivamente foto di grandi artisti dell’opera lirica e della danza da una parte del del jazz dall’altra.

"Dobbiamo a Mario Salvagiani – spiega Antonio De Rosa, Sovrintendente del Ravenna Festival – l’utilizzo del Teatro della Rocca Brancaleone, già acquisito dal Comune di Ravenna nel 1965, per lo spettacolo dal vivo, sin dagli anni ’70 del secolo scorso. Grazie alla sua visione colta ed intraprendente – prosegue De Rosa – innumerevoli concerti, opere e balletti hanno trovato casa nella magnifica fortezza veneziana sino alla nascita del Ravenna Festival nel 1990 con il Maestro Muti alla guida dell’Orchestra del Teatro alla Scala e del Coro della radio svedese". Importante il passaggio che il sovrintendente De Rosa fa su Carlo Bubani, storico titolare del negozio che ospita oggi il Private Banking della Cassa e la Mostra sulla Rocca Brancaleone ed il Ravenna Festival: "Fu Carlo Bubani – spiega ancora De Rosa – ad accogliere la grande stagione delle ‘Giornate del Jazz’ e di ‘Ravenna Jazz’ alla Rocca, per poi passare il testimone nel 1982 a Filippo Bianchi, ospitando a Ravenna i più grandi artisti della musica afroamericana. A Mario e Carlo il nostro imperituro ricordo, affettuoso e riconoscente, per il lascito di cultura che raggiungerà di certo anche le prossime generazioni".