Cobolli sotto un set e un break va in bagno e ribalta la sfida col canadese. Derby ad Arnaldi, Berrettini ancora infortunato si ritira. A Parigi prima semifinale tutta italiana
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Il trionfo di Cobolli, la felicità di Arnaldi, il (solito) dolore di Berrettini. Finisce così la giornata che ci regala la prima semifinale azzurra al Roland Garros, ma con la coda amara per il Matteo più sfortunato, costretto ancora una volta al ritiro tra le lacrime per un problema a un muscolo della coscia. Berrettini è un monumento alla jella: era resuscitato, è caduto nuovo. Una giornata meravigliosa rovinata proprio sul più bello. Ma comunque è Storia.Il pomeriggio: "Merci a tous: lo dico anche stavolta, sono superstizioso". Cobolli era un set e un break sotto e a Parigi soffiava la bufera, con il vento che trascinava palline di qua e di là. Mai sottovalutare il tennis però: "Sono andato in bagno a riflettere. Mi son detto: lotta!". Risultato: un sorriso finale meraviglioso, e già la certezza di avere un azzurro in finale, anzi almeno tre, visto che nel frattempo pure Sara Errani e Andrea Vavassori erano arrivati a giocarsi il titolo del doppio misto. E così in questo Roland Garros senza padroni, alla fine vuoi vedere (incrociamo tutte le dita). Cobolli si candida, entra nella Top 10 mondiale, e poi: avete presente gli occhi della tigre? Tutto è cambiato sul 3-1 del secondo set: servizio, diritti definitivi, passanti di rovescio in tuffo, ricami alla Panatta (si può ancora dire?). Finisce 4-6- 6-4, 6-4, 6-4: "Sognare non è mai sbagliato". E poi: "In questi giorni sto usando la doccia di Nadal".










