SONDALOGerlando Marchica (Nursind Sondrio) lancia un invito ai sindacati: meno denunce e più fatti concreti per risolvere il problema sanità. Marchica dice la sua dopo che i vertici provinciali della Cgil, la settimana scorsa, hanno chiesto a Asst di porre un freno alla privatizzazione della sanità pubblica. "Ritengo che non serva "abbaiare" per problematiche denunciate anni fa dal movimento Morelli autonomo e dal sottoscritto – dice Marchica, responsabile sindacato Nursind Sondrio -. Questa protesta è stata sempre sottovalutata e poco o niente denunciata dalle ooss. È da anni che ci sono le cooperative che operano nel settore delle pulizie, in quello delle manutenzioni, servizi economali e sanitari e amministrativi (Sondalo)". E le denunce "più volte pubblicate dal sottoscritto, non sono mai state riprese dalle ooss e dalla assente Conferenza dei sindaci. Al Morelli poi si sono persi circa 600 posti di lavoro per chiusure varie e accorpamenti. E questo col silenzio dei sindaci e delle Cm dell’Alta Valle. E non solo. L’Unità spinale prevista per legge al Morelli è passata da 40 posti letto ai 14 attuali, nonostante la legge Borghetti. E dove eravate cari amici? Basta rendersi conto delle liste di attesa o delle percentuali da spavento per le trasferte fuori provincia o prestazioni del privato. Dove erano i sindaci, la Provincia, i vari dg? È sempre stata responsabilità della Regione Lombardia? No. La questione importante del personale non è mai stata affrontata con determinazione, salvo la recente proposta del Campus universitario a Sondalo e corsi oss gratuiti. Oggi si denunciano le carenze dei pubblici dipendenti, negli ospedali di comunità, dove non si sa quello che devono fare (protocolli sconosciuti) e con tanto di cooperative e gettonisti a tutto spiano".E ancora: "Avremmo bisogno anche di un direttore sanitario effettivo e l’applicazione del poas al Morelli per quanto concerne le riabilitazioni pneumologiche e cardiologiche e la dirigenza e personale amministrativo e sanitario. Si è registrata tanta freddezza delle istituzioni per l’unico vero progetto del personale sanitario, quello del campus universitario al Morelli. Non c’è tempo da perdere. Le denunce vanno bene, ma i fatti sono quelli che contano. Infine vorrei ricordare a qualcuno che la scuola di Faedo non è proprietà personale o politica e che sarebbe opportuno conoscere i dati, di quanti laureati della scuola hanno trovato occupazione in provincia di Sondrio. Quel che è certo è che tutti, sindacati e movimenti, debbano remare insieme per ottnere obiettivi importanti". Fulvio D’Eri