HomeEconomiaMediolanum punta su AI e consulenti. Fininvest pronta a rientrare nel cdaI trent’anni della quotazione. Doris: "Difficile fare acquisizioni in Italia. Per Flowe ipotesi sloveni"Fabrizio Testa, ad di Borsa Italiana, e Massimo Doris all’evento di ieri a MilanoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciTrent’anni a Piazza Affari. È il traguardo tagliato da Banca Mediolanum che ieri ha celebrato a Milano questa ricorrenza, con un evento nella sede di Borsa Italiana. Le azioni del gruppo fondato da Ennio Doris debuttarono infatti sul listino milanese esattamente il 3 giugno del 1996. A distanza di tre decenni da allora, l’amministratore delegato Massimo Doris, figlio di Ennio, guarda al futuro senza particolare interesse per le grandi acquisizioni in Italia. "E’ una prospettiva non impossibile ma molto difficile", ha detto Doris. Il motivo è legato proprio alle caratteristiche del modello di Banca Mediolanum.
Mentre nelle tradizionali operazioni bancarie vengono incorporati dipendenti, filiali e clienti, nelle reti di consulenza il patrimonio principale è rappresentato dalle persone e dal rapporto fiduciario che esse hanno costruito con la clientela. Un consulente finanziario, ha osservato Doris, può decidere di cambiare insegna e portare con sé una quota rilevante delle masse di risparmi gestite. A rendere complessa qualsiasi integrazione per Doris c’è anche un altro fattore: la cultura aziendale. Banca Mediolanum, a differenza di gran parte dei concorrenti, ha sviluppato negli anni un approccio fondato sull’investimento di lungo periodo, sull’utilizzo dei piani di accumulo e su strumenti che aiutano i clienti a mantenere la disciplina nelle fasi di volatilità dei mercati. La quotazione del 1996 rappresentò una svolta nella storia dell’istituto.









