L’orrore per i quattro braccianti arsi vivi ad Amendolara diventa caso politico e sindacale. Dopo i primi fermi, la premier Giorgia Meloni (foto), che si dice "sconvolta", parla di "passo importante verso l’accertamento della verità" e promette che l’Italia "non arretra davanti alla violenza e alla barbarie". Venerdì a Reggio Calabria il ministro del Lavoro Marina Calderone presiederà un vertice istituzionale con Regione, prefetti, Ispettorato del lavoro, carabinieri e tecnici del Ministero per fare il punto su controlli, prevenzione e nuove misure contro caporalato e sfruttamento agricolo.

Intanto i sindacati alzano il livello dello scontro. Sabato la Cgil manifesterà ad Amendolara, nel luogo della strage. "Saremo lì per cambiare la situazione", annuncia Maurizio Landini. La Flai Cgil denuncia un sistema che non può fermarsi ai due caporali pakistani arrestati e parla di mandanti più alti. Sulla stessa linea il leader Uil Pierpaolo Bombardieri: "Davvero pensiamo che due persone arrivate da fuori possano gestire il caporalato senza coperture mafiose?". La Cisl insiste invece sulla prevenzione. Dalle opposizioni arriva la richiesta al governo di riferire in Parlamento. Elly Schlein chiede di "accendere un faro" sullo sfruttamento che colpisce centinaia di migliaia di lavoratori. Il M5s invoca un’informativa urgente dei ministri di Interno, Agricoltura e Lavoro.