HomeFerraraCronacaInterviste impossibili. Tornano gli ’Illustri’Anche la cultura si può portare sotto l’ombrellone. Soprattutto quella raccontata in modo dinamico e giocoso, ma ben radicato nelle...Carlo Magri e il suo libro ‘Illustri a Ferrara’Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAnche la cultura si può portare sotto l’ombrellone. Soprattutto quella raccontata in modo dinamico e giocoso, ma ben radicato nelle conoscenze storiche dell’autore. Il libro di Carlo Magri, ‘Illustri a Ferrara. 121 interviste impossibili’ (Edizioni La Carmelina 2026) verrà presentato oggi, alle 17, nella biblioteca Ariostea. Il volume non ha la pretesa di fornire verità filologiche o scientifiche: ha l’aspetto di un divertissement e, al tempo stesso, è uno strumento interessante e alternativo per imparare le vicende di chi, direttamente o indirettamente, ha intessuto la trama culturale della città di Ferrara. Magri ha così immaginato una serie di interviste a Ludovico Ariosto, Alfonso I d’Este, monsignor Ruggero Bovelli, Copernico, Dosso Dossi, Micol Finzi-Contini, Giorgio Bassani, Folco Quilici, Roberto Pazzi, Florestano Vancini ecc., ma anche a quella che definisce "l’anima dei cibi": compaiono quindi interviste a tenerina, cappellacci, pasticcio ferrarese, anguilla comacchiese… "Ferrara – scrive l’autore – non è solo una città di pietre, mattoni rossi e silenzi metafisici; è, prima di tutto, un’opera corale plasmata dal genio umano. Attraversare le sue strade significa calpestare la storia e incrociare le ombre di chi, tra queste mura, ha osato sfidare i confini del pensiero, dell’arte e della scienza. È in questo spazio sospeso che è nata l’idea di questo libro con oltre cento interviste impossibili, esattamente 121 dialoghi sussurrati con le ombre più illustri che hanno animato, dipinto, filmato o semplicemente amato questa terra inquieta e sognante". Questo è un volume che "nasce con l’ambizione di dare un volto e una voce a quelle ombre, trasformandole in presenze vive. Nasce anche da una grande suggestione: l’idea che le grandi menti che hanno calpestato questo suolo non se ne siano mai andate davvero. Questi dialoghi impossibili sono un omaggio all’identità ferrarese, un tentativo di restituire voce a chi l’ha resa grande".