In vent’anni è passata da un negozio nel centro di Bari a 130 punti vendita tra Italia, Francia, Svezia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania e Danimarca, tutti concentrati su vendita e assistenza di prodotti Apple. Ma la crescita tumultuosa di C&C spa, la catena di elettronica made in Puglia che fa capo ai fratelli Gigli, si è fermata alle acquisizioni messe a segno nel 2025. E ora la società, con un fatturato superiore al mezzo miliardo, deve far fronte a una grave situazione che domenica scorsa, in pieno ponte, ha portato a depositare un ricorso al Tribunale di Bari per chiedere l’accesso alle procedure di regolazione della crisi.

Stamattina davanti al giudice Michele De Palma verrà chiamato il procedimento relativo alla istanza di liquidazione giudiziale (il fallimento) presentata il 13 aprile dalla filiale italiana di Td Synnex, uno dei principali distributori mondiali di prodotti elettronici che vanterebbe un credito di circa 4 milioni. È per questo che giovedì scorso, nell’assemblea straordinaria davanti al notaio Fabrizio Tangorra, il presidente della società, Michele Gigli, 55 anni, e il consigliere delegato Luca Gigli, 51 anni, hanno dato mandato agli agli avvocati, professor Vincenzo Chionna e Luca Calcagnile e all’advisor finanziario studio Pellecchia di predisporre il piano di salvataggio in continuità: dovrebbe passare attraverso un concordato con la cessione controllata di alcuni asset, o - in alternativa - da un accordo di ristrutturazione del debito...