Il settore del brokeraggio assicurativo negli ultimi anni ha visto in Italia la discesa in campo di grandi fondi di private equity e operatori esteri pronti a finanziare acquisizioni.

La scelta di Aon, leader mondiale quotato a New York con una capitalizzazione di oltre 67 miliardi, è stata di fare mosse ben oculate, «interessati non tanto ad aggregare volumi quanto piuttosto a aggiungere nuove competenze e specializzazioni», racconta a MF-Milano Finanza, Andrea Parisi, ceo Italy & Eastern Mediterranean di Aon.Nel 2025 Aon è cresciuta a doppia cifra in Italia, registrando oltre 403 milioni di ricavi al netto di retrocessioni e provvigioni al network, e includendo anche la controllata riassicurativa Aon Reinsurance. «Numeri che rappresentano un incremento dell"11% rispetto al 2024, nonostante il soft market, con le compagnie che hanno iniziato a ridurre i premi medi», osserva Parisi, «ma c"è una maggiore consapevolezza delle imprese nella necessità di proteggersi dai rischi e questo ha più che compensato la flessione delle tariffe».

L"anno scorso Aon è riuscita, inoltre, a raggiungere 55 milioni di new business e le previsioni sono di una crescita ulteriore anche nel 2026. «Anche nel primo trimestre continuiamo a registrare una crescita dei ricavi netti», continua Parisi e le previsioni per i broker assicurativi restano positive anche considerando che l"Italia, con una una spesa assicurativa pari a circa l"1% del Pil rispetto ad una media europea del 2,4% ha ampi margini di sviluppo. «Sono questi numeri, oltre alla redditività del business, ad attrarre in Italia grandi investitori internazionali», spiega Parisi.Aon non è rimasta a guardare: negli ultimi anni ha acquisito Gi&Bi, nel settore dell"agribusiness e oltre a Methis Lab, nel comparto della cessione del quinto. «I driver che ci guidano nelle acquisizioni sono la volontà di arricchirci di nuove competenze o di rafforzare la nostra presenza territoriale, con 28 uffici in Italia e oltre 2 mila dipendenti.