Roma, 4 giugno 2026 – Davide Tabarelli, presidente e fondatore di Nomisma Energia, è arrivato l’agognato ‘sì’ della Ue a una flessibilità fiscale limitata per affrontare le sfide della crisi energetica. In quali misure si tradurrà?

“Stando a quanto annunciato dal commissario Valdis Dombrovskis, il nostro Paese avrà la possibilità di usare fino allo 0,3% del Pil all’anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico. In pratica, sarà una sorta di replica del piano RePowerEu, lanciato all’indomani dell’invasione russa in Ucraina: le misure da adottare, quindi, verteranno principalmente sugli investimenti nelle rinnovabili”.

Cosa significa?

“Che, nei prossimi 3 anni, l’Italia potrà spendere una quota dello 0,3% del Pil nel settore dell’energia, ma solo per finanziare investimenti sulla transizione energetica.

Dunque?