Fondata sul lavoro «Il punto più basso della disumanità», il sindacato indice una manifestazione per il 6 giugno

«Non vogliamo più assistere a morti annunciate, a diritti violati, a persone calpestate per garantire cibo sulle nostre tavole». Il segretario generale della Flai Cgil, Giovanni Mininni, ha annunciato con queste parole la manifestazione nazionale del 6 giugno ad Amendolara per i quattro lavoratori agricoli arsi vivi. «Questa tragedia tocca nuovamente il punto più basso della disumanità e dello sfruttamento para schiavistico nelle nostre campagne, dopo l’atroce morte di Satnam Singh», ha continuato Mininni per il quale era necessario una testimonianza civile dal luogo della strage, dove partirà il corteo per «denunciare un sistema di ricatto feroce, dove il diritto al lavoro e alla dignità viene barattato con la pura sussistenza». Alla manifestazione sarà presente anche il leader della Cgil nazionale Maurizio Landini con delegazioni del sindacato provenienti da tutta Italia.

DALLE ISTITUZIONI fino a ieri non era arrivato, invece, nessun segnale. Solo a distanza di più di 24 ore e dopo essere stata incalzata dalle opposizioni, la presidente del Consiglio si è espressa sulla strage di braccianti di Amendolara. «Ha sconvolto tutti noi – ha scritto Giorgia Meloni su X – L’Italia non arretra davanti alla violenza e alla barbarie: è fondamentale fare piena luce su questo terribile crimine e assicurare tutti i responsabili alla giustizia». Non una parola sul sistema che produce queste vittime, il caporalato e il regime di schiavitù a cui molti lavoratori migranti sono sottoposti in Italia.