Più concorrenza nella formazione degli avvocati. L’attuazione della riforma forense dovrà garantire «la massima concorrenza tra operatori, nonché la più ampia varietà dei servizi didattici offerti ai professionisti». Dovranno inoltre essere evitate forme di esenzione dagli obblighi formativi fondate sull’anzianità di iscrizione all’albo. È quanto evidenzia l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) nella nota inviata al ministero della giustizia e pubblicata sul bollettino del 1° giugno, contenente le osservazioni sulla riforma forense approvata in prima lettura il 26 maggio.

Le modifiche

Il documento è stato trasmesso al ministero il 21 aprile e gran parte delle osservazioni formulate dall’Antitrust è stata recepita attraverso emendamenti al testo originario. Tra i principali rilievi figurava l’eccessivo peso attribuito al Cnf nell’esercizio del potere regolamentare del ministero. Critiche sono state mosse anche alla disciplina delle specializzazioni, soprattutto per l’assenza di percorsi alternativi alla frequenza dei corsi per il conseguimento del titolo. L’Autorità aveva inoltre segnalato criticità in materia di pubblicità e di obbligazioni solidali nei pagamenti. Le disposizioni sono poi state riviste seguendo, in larga misura, le indicazioni dell’Agcm.