Vigevano. Un nuovo parco fotovoltaico è in fase di realizzazione su un terreno, attualmente vuoto in viale Artigianato, tra la statale 494 e la ferrovia Milano-Mortara, alla periferia Sud Ovest di Vigevano. A ottenere l’autorizzazione è stata la Renantis di Milano, mentre a eseguire l’intervento sarà la Biotech Energia di Santo Stefano Belbo. Dall’11 maggio scorso l’area risulta recintata con la consueta rete arancione da cantiere per la realizzazione di un “impianto di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile fotovoltaica”. Un intervento che costerà più di due milioni di euro e dovrebbe concludersi entro il 28 febbraio. A regime si ipotizza che possano essere prodotti 2 mila 312 kilowatt di picco, inserendo nella rete nazionale da 2.300 a 2.700 megawattora all’anno. Tolti i calcoli aritmetici, corrisponde al consumo di 250 famiglie ogni anno. La superficie interessata è di 28mila 300 metri quadrati (quasi 3 ettari). L’area interessata è di fronte a una storica fabbrica vigevanese, nel tratto che è posto tra la rotonda che porta sulla circonvallazione esterna (corso Bambini vittime delle guerre) e l’incrocio tra viale Agricoltura e il corso Torino, verso quello che era (ormai è chiuso) il casello ferroviario 10. Il progetto è stato presentato al Comune di Vigevano il 12 febbraio di due anni fa, per ottenere una Pas (procedura abilitativa semplificata), ottenuta il 10 dicembre successivo «senza che sia stato comunicato un provvedimento espresso di diniego», come riportato dal bollettino della Regione Lombardia. L’atto, quindi, non è mai passato dalla giunta o dal consiglio comunale perché la Pas su aree con destinazione non agricola prevede la sola presentazione del progetto per via telematica. Oltre al parco fotovoltaico verranno anche realizzate le opere di connessione alla rete elettrica di E-Distribuzione. L’avvio dei lavori precede solo di pochi giorni l’approvazione della legge regionale in materia (la 10/2026), che prevede la preservazione dei terreni agricoli (al massimo è trasformabile il 3 per cento della superficie agricola utilizzata comunale) e si oppone al consumo di suolo. L’idea del legislatore è di trasformare in impianti fotovoltaici preferibilmente le cave in attività, le discariche più vecchie, le aree a destinazione diversa da agricola e residenziale, e gli ambiti di trasformazione indicati nei Piani di governo del territorio. Nel caso di viale Agricoltura si va a utilizzare un terreno (storicamente era denominato “Cascinetta”, secondo il geoportale del Comune) che è incolto e abbandonato da tempo (una parte è occupata da piante infestanti che probabilmente hanno i giorni contati), ma che per il Piano di governo del territorio vigente, e anche per quello in corso di approvazione, è considerato “tessuto delle zone agricole”.
Vigevano, in periferia nascerà un nuovo parco di pannelli solari
Investimento da due milioni di euro in viale Agricoltura






