La tempestosa telefonata tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu di lunedì mattina testimonia di come gli interessi tra i due stiano sempre più divergendo. Secondo quanto riporta Barak Ravid su Axios, il presidente degli Stati Uniti avrebbe detto al premier israeliano che è “un fottuto pazzo”, che sarebbe stato in prigione se non fosse stato per lui, che gli stava "salvando il culo", “ora tutti ti odiano, tutti odiano Israele per questo”. E il presidente Trump oggi ha confermato di aver avuto una telefonata tesa, in cui "ero un po' turbato dai suoi continui combattimenti in Libano. Ma mi piace molto Bibi. E lavoro molto bene con lui".

La collera di Trump aveva fatto seguito all’espansione delle attività israeliane nel sud del Libano, con la sbandierata conquista del Castello di Beaufort, risalente all’epoca dei crociati, ed arroccato sopra il fiume Litani, ma soprattutto all’annuncio di un prossimo bombardamento su Danieh, un sobborgo musulmano a maggioranza sciita nel sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah. Le operazioni militari israeliane in Libano hanno finora portato all’esodo di oltre 1.200.000 sfollati, ed all’uccisione di circa 2.000 abitanti. D’altra parte, dall’inizio di marzo, quando è entrato in guerra al fianco dell’Iran, Hezbollah ha lanciato circa 5.500 razzi contro le truppe israeliane che operano nel sud del paese, e circa 2500 contro il nord di Israele, oltre a circa 300 droni, di cui 25 hanno colpito Israele, secondo quanto riferito dall’Idf.