Una telefonata incandescente, descritta dalla stampa statunitense come «quasi brutale», ha messo a dura prova l'asse Washington–Tel Aviv. Secondo un retroscena pubblicato da Axios lunedì 1 giugno 2026, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe riversato la propria frustrazione sul primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per la persistente intensificazione delle operazioni militari di Israele in Libano.
Il confronto sarebbe degenerato in toni durissimi e accuse pesanti. Trump, irritato per l'andamento della crisi, non avrebbe risparmiato imprecazioni contro l'alleato, definendo Netanyahu un «pazzo» e tacciandolo di ingratitudine.
Al culmine della tensione, il presidente gli avrebbe urlato: «che cazzo stai facendo». Sempre secondo Axios, il capo della Casa Bianca avrebbe rincarato: «Sei un pazzo. Saresti in prigione senza di me. Ti sto salvando il culo. Ti odiano tutti. Tutti odiano Israele per questo». Da Gerusalemme è arrivata una parziale smentita: fonti vicine al premier, citate da Channel 12, hanno confermato che la conversazione è stata «tesa», ma hanno negato l'uso di attacchi personali o di insulti diretti. Resta tuttavia confermato, anche da ambienti israeliani, il cuore politico dello scontro.











